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testamenti

Prima di contattarci ti invitiamo a leggere le domande più frequenti poste dai visitatori

  1. Che cosa è il testamento?

    Il testamento è un prezioso strumento che la legge mette a disposizione dei privati per regolare la sorte del proprio patrimonio per il periodo successivo alla propria morte. Si tratta, pertanto, di una delle più alte espressioni dell’assolutezza della proprietà privata, che consente di superare il limite temporale della propria esistenza. Non può nascondersi il fascino di un tale istituto giuridico: la supremazia della volontà privata raggiunge qui il suo apice; cosa c’è di più potente della facoltà di incidere sulle proprie situazioni giuridiche e patrimoniali anche con riguardo ad un momento in cui non si è più in vita?

  2. Quanti tipi di testamento esistono?

    La legge, come sempre, tenta di soddisfare tutte le possibili esigenze che possono sorgere.

    1. Per chi preferisce affidarsi ad un competente e qualificato professionista, quale è il Notaio, per la consulenza giuridica e la redazione delle disposizioni testamentarie, esistono due testamenti notarili: il testamento pubblico e il testamento segreto. Il primo è redatto direttamente dal Notaio sulla base, evidentemente, della volontà espressa dal testatore, seppure opportunamente indirizzata perché si conformi alla normativa vigente. Il secondo è redatto direttamente dal testatore o da un terzo (in casi particolari), consegnato al Notaio, sigillato in modo che ne rimanga segreto il contenuto e conservato negli atti del Notaio. Questo testamento garantisce segretezza e conservazione del testamento, fino al momento della morte del testatore.
    2. Per chi, invece, preferisce adottare la tecnica del “fai da te”, esiste il testamento olografo (che significa “testamento scritto di propria mano”). Il pregio di questo tipo di testamento è l’estrema semplicità di redazione, dovuta all’assenza di particolari formalismi. Gli unici elementi essenziali che non possono mancare sono:
      • l’autografia (il testatore deve, cioè, scrivere tutto il testamento di proprio pugno: qualsiasi intervento esterno – ad es. di familiari che vogliano aiutare il testatore nella redazione – invalida il testamento);
      • la data;
      • la sottoscrizione (preferibilmente quanto più leggibile possibile).
      Il supporto su cui scrivere può essere il più vario: foglio formato A3 o A4, uso bollo, a righi, a quadretti, bianco etc.
      Anche la conservazione è estremamente semplice: basta porlo nel cassetto o in qualunque altro luogo, purchè conosciuto da persona fidata del testatore.
      Nascondere troppo bene il testamento potrebbe renderne difficile la reperibilità al momento della morte del testatore!
      Tuttavia, la tecnica del “fai da te” non sempre porta a risultati soddisfacenti, almeno nella intricata e insidiosa materia giuridica: redigere un testamento, senza conoscere la normativa delle successioni, potrebbe rivelarsi un grave errore che favorisce l’insorgere di controversie tra eredi e il rischio di tradire l’effettiva volontà del testatore, giungendo a risultati diversi da quelli da quest’ultimo voluti.
    Ecco che la consulenza giuridica (che www.bbassistenzalegale.it offre alla sua utenza) diviene necessaria e preziosa proprio per far sì che la volontà del testatore possa pienamente e fedelmente realizzarsi.

  3. Ma quali sono le principali norme in tema di successione?

    Le norme che bisogna conoscere per redigere un testamento sono tante e complesse. Solo per dare un’idea si propone la seguente elencazione esemplificativa:

    1. Norme che tutelano determinati congiunti del testatore (ascendenti – cioè genitori e, in mancanza, nonni –; discendenti – cioè figli e, in mancanza, figli di figli; – coniuge), riservando loro una determinata quota del patrimonio ereditario (calcolata secondo rigorosi e specifici parametri), di cui il testatore non può disporre. Ciò vuol dire che il testatore non ha la piena ed assoluta libertà di suddividere il proprio patrimonio; soltanto un esperto e qualificato consulente può stabilire in quale misura tale libertà può esprimersi, consentendo di redigere un testamento inattaccabile. Infatti, il rischio che corre un testamento che non rispetti le predette quote riservate è quello di essere impugnato in sede giudiziale dai congiunti del testatore sopra citati.
    2. Norme formali, che indicano quali siano gli elementi essenziali del testamento.
    3. Norme che consentono di adeguare le disposizioni testamentarie alle diverse esigenze del testatore, come quelle in tema di sostituzione, accrescimento, condizione, termine, onere, divisione, usufrutto, etc.
    4. Norme che vietano di inserire nel testamento determinate disposizioni (come, ad esempio, la condizione che impedisce le nuove nozze);
    5. Norme che riguardano determinati beni di cui si può disporre per testamento, come crediti, debiti, danaro, beni generici, beni alternativi etc.;
    6. Norme che stabiliscono quando un soggetto abbia la capacità di fare testamento e quando abbia la capacità di ricevere per testamento;
    7. Norme che stabiliscono come e quando sia possibile nominare un esecutore testamentario, persona di fiducia del testatore che dia attuazione alle disposizioni testamentarie.
    Questa rapida panoramica consente di evidenziare l’importanza di farsi assistere quando si decide di predisporre un testamento olografo!
    La redazione di un testamento, infatti, non è uno scherzo, considerato che lo stesso costituisce valido titolo di proprietà per gli eredi, al pari di una compravendita.
    Un erede, cioè, che ha ricevuto un determinato bene può affermare di esserne proprietario proprio in virtù del testamento: non gli serve altro!

  4. Come e quando è possibile revocare un testamento?

    Sin dal diritto romano si è inteso tutelare al massimo il libero volere del testatore fino all’ultimo istante della propria vita, riconoscendogli la possibilità di cambiare idea sulla sorte dei propri beni. Questo significa che il testatore può sempre revocare il testamento, in qualunque forma lo abbia redatto (cioè anche se si è avvalso del testamento notarile). La revoca può essere effettuata mediante un nuovo testamento che annulli espressamente o implicitamente (cioè attraverso disposizioni incompatibili) il precedente, oppure mediante un atto pubblico di revocazione.

  5. Alla morte del testatore cosa bisogna fare?

    Alla morte del testatore, nel caso di testamento pubblico bisognerà andare dal Notaio per rendere pubblico e non più segreto il testamento. L’operazione si definisce verbale di registrazione e, comportando il passaggio dal repertorio degli atti di ultima volontà al repertorio degli atti tra vivi, consente la piena conoscibilità ed eseguibilità del testamento. Nel caso di testamento olografo e di testamento segreto ci si recherà dal Notaio per procedere alla pubblicazione del testamento, che consente di rendere eseguibili le disposizioni testamentarie. L’eccessivo ritardo nel portare il testamento olografo dal Notaio potrebbe essere rischioso, in quanto, in presenza di determinati requisiti, si potrebbe configurare l’ipotesi di indegnità a succedere (che è una forma di incapacità a ricevere per testamento) per occultamento del testamento.

  6. Che differenza c’è tra la successione legittima e la successione dei legittimari?

    Spesso si confonde tra la successione legittima che opera in mancanza di testamento, secondo quote prestabilite dalla legge in favore di coniuge, figli, genitori, nonni, fratelli e sorelle, zii e altri parenti fino al sesto grado, secondo un ordine determinato dalla legge e la successione dei legittimari che opera solo in presenza del testamento e secondo quote determinate dalla legge, (diverse da quelle della successione legittima) a favore di determinati soggetti (genitori e nonni, figli e figli di figli, coniuge). La prima opera automaticamente al momento della morte (ferma restando la necessità, per gli interessati, di accettare l’eredità), mentre la seconda opera solo se il testatore non abbia rispettato le quote riservate ai legittimari, in seguito alla proposizione di un’apposita azione giudiziale (cd. azione di riduzione) che ha lo scopo di impugnare le disposizioni testamentarie lesive in modo da conformarle a legge.

  7. Che cos’è la dichiarazione di successione?

    La dichiarazione di successione è un adempimento meramente fiscale che non ha alcun valore civilistico. Questo significa che non si è eredi solo in quanto “si fa la successione” (come si dice in gergo), ma a prescindere da questa ed in virtù solo dell’accettazione dell’eredità, che può essere effettuata espressamente, con un apposito atto, oppure tacitamente, mediante un atto di disposizione dei beni ereditari, che esprima implicitamente la volontà di accettare l’eredità.





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